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Torna al San Carlo la lussuria di Salome

Ricarda Merbeth (Salome)

STRAUSS Salome Ricarda Merbeth, Charles Workman, Lioba Braun, John Findon, Brian Mulligan; Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli, direttore Dan Ettinger regia Manfred Schweigkofler scene Nicola Rubertelli costumi Daniela Ciancio

Napoli, Teatro di San Carlo, 20 marzo 2025

Richard Strauss definì Salome uno Scherzo, ma la sua è un’opera priva di leggerezza, ironia o giocosità. Con i suoi timbri inquietanti, le dissonanze violente, i ritmi irregolari e un intreccio composito di stili, l’opera sfidò le attese del pubblico conservatore della sua epoca. L’erotismo oscuro e ossessivo della protagonista scosse profondamente la società decadente fin de siècle. Eppure, Salome non si riduce a una semplice provocazione scandalosa. Pur travolta da accuse di immoralità, il suo impatto sulla musica del XX secolo resta indiscutibile. Strauss elimina la tradizionale ouverture, immergendo direttamente il pubblico nella tensione narrativa. L’intera struttura in un unico atto mantiene un’intensità costante, mettendo alla prova le capacità vocali e orchestrali.

Al Teatro San Carlo, la ripresa della storica produzione di Manfred Schweigkofler (con scene di Nicola Rubertelli e costumi di Daniela Ciancio) colloca il dramma in uno spazio sospeso nel tempo, con richiami ai primi decenni del XX secolo. Pur non aderendo rigidamente a una ricostruzione storica, l’allestimento rimane fedele al libretto tratto dal celebre lavoro di Oscar Wilde. Un grande specchio inclinato riflette il disegno del pavimento, sovrastando la scalinata monumentale e la cisterna centrale del palazzo di Erode. Questo espediente visivo amplifica il senso di straniamento nel pubblico, che alla fine ha tributato lunghi applausi.

Ricarda Merbeth ha offerto un’interpretazione intensa di Salome, ritraendo una giovane donna manipolatrice e sessualmente smaniosa, sempre più ossessionata da Jochanaan. La sua resa vocale è stata di grande sicurezza e sensibilità espressiva. Il ruolo richiede una voce di notevole potenza e sfumature drammatiche. La Merbeth ha reso con abilità la trasformazione del personaggio, passando da toni luminosi e fanciulleschi a sonorità cupe e taglienti nel finale.

Charles Workman ha interpretato Erode come un sovrano corrotto e decadente, la cui brama è minata dalla fragilità dell’età. La sua voce tenorile, capace di passaggi lirici, ha assunto toni deformati e grotteschi, rispecchiando la decadenza morale del personaggio. Brian Mulligan ha incarnato Jochanaan con voce profonda e risonante, conferendo al profeta una presenza scenica imponente. Lioba Braun, nel ruolo di Erodiade, ha espresso rabbia e compiacimento nella vendetta. Nonostante qualche eccesso recitativo, la sua vocalità è rimasta incisiva e sicura. John Findon ha dato voce a un Narraboth tormentato, la cui ossessione autodistruttiva è emersa con grande efficacia.

La celebre Danza dei Sette Veli è stata eseguita con intensità dalla stessa Merbeth, accompagnata da sette danzatrici. La richiesta della testa di Jochanaan è risuonata minacciosa, scandita dai sinistri pizzicati dei bassi. Il culmine della scena, con Salome che stringe la testa mozzata e bacia le labbra senza vita, ha lasciato il pubblico attonito.

La direzione di Dan Ettinger ha esaltato la potenza e la complessità della partitura di Strauss. Con notevole sensibilità, ha saputo mantenere l’equilibrio tra orchestra e voci, evitando il più possibile che il suono sovrastasse i cantanti. La sua interpretazione ha saputo mettere in luce sia la bellezza che l’orrore della musica, lasciando un’impressione che si è protratta ben oltre la fine della recita.

Lorenzo Fiorito

Foto: Luciano Romano

Data di pubblicazione: 25 Marzo 2025

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